L'esposizione : MATISSE, COMME UN ROMAN, Centre Pompidou, Parigi 21 Ottobre 2020 - 22 Febbraio 2021
In occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Henri Matisse (1869-1954), il Centre Pompidou gli rende omaggio attraverso una mostra, che riunisce opere che esplorano l'intreccio testo / immagine all'interno del suo lavoro per offrire una lettura unica della sua creazione.
Nel 1942, Henri Matisse dichiarò: “L'importanza di un artista si misura dalla quantità di nuovi segni che avrà introdotto nel linguaggio visivo". Per tutta la sua carriera, lui stesso è questo artista. Come tutti i grandi creatori, dà vita a mondi senza equivalenti, il suo lavoro, destinato a sconvolgere lo sguardo moderno, si esprime attraverso una varietà di tecniche che ha esplorato instancabilmente: pittura, disegno, scultura, libri illustrati e la singolare invenzione, ricca di conseguenze sul il piano artistico, di un disegno a colori, con les gouaches découpées realizzate alla fine della sua vita.
Suddivisa in nove capitoli, e altrettanti intermezzi dedicati alla scrittura, la mostra ripercorre la carriera di Matisse seguendo un principio cronologico, a partire dai suoi esordi, intorno al 1890, dove l'artista è in contatto con i maestri, alle prese con l'elaborazione del suo vocabolario più personale, fino agli anni Cinquanta, e il suo lavoro finale, permettendo in ogni momento di contemplare una vita vissuta per l'arte.
La mostra MATISSE, COMME UN ROMAN presenta capolavori delle collezioni del Musée Nazional d'Art Moderne, esposti in una scala senza precedenti. A questo nucleo che copre l'intera carriera di Matisse si aggiungono i prestiti eccezionali dei due musei di Matisse in Francia: a nord, quello di Cateau-Cambrésis, a sud quello di Nizza. Prestiti eccezionali dalla ricca collezione Matisse del Musée de Grenoble completano questo set, oltre a prestigiosi prestiti internazionali. La generosità della famiglia dell'artista e dei collezionisti privati permette di esporre opere importanti, alcune delle quali inedite in Francia dalla grande retrospettiva dedicata a Matisse nel 1970 al Grand Palais.
Riproponendo il titolo dell'opera di Louis Aragon, Henri Matisse, Roman (1971), questa mostra ne riprende il principio come filo conduttore, cercando, come nel libro, di catturare "un barlume di ciò che sta accadendo". Di fronte all'impossibilità, oggi come ieri, di riunire alcune grandi opere, questo “bagliore” con cui illuminiamo gli scritti di Matisse permette di ripercorrere le tappe essenziali di un viaggio composto da nove capitoli.
Ciascuno dei capitoli che forniscono la cornice e punteggiano questa storia di una vita vissuta per l'arte si basa sul rapporto ininterrotto dell'opera con la parola. Fin dai suoi inizi negli anni novanta dell'Ottocento, Matisse si cimentò in diversi scritti, prima di avventurarsi, durante il periodo Fauve (1905-1906), in una radicale riformulazione del colore e del disegno. Questa autentica rivoluzione dello sguardo è stata riconfigurata negli anni '10 intorno a una riflessione sul decorativo, uno degli esempi più magistrali di cui è L'Intérieur aux aubergines (1911, Grenoble, Musée de Grenoble), gli unici interni rimasti in Francia. Questa nuova scrittura non è però fissata in uno stile: negli anni '10, Matisse ha cercato di testare le varie tendenze che hanno attraversato la scena artistica del suo tempo - il cubismo, in particolare, con Tête blanche et rose (1914, Parigi, Musée National d'Art Moderne).
Nel 1917, la partenza di Matisse per Nizza, nel decennio successivo abbandona la dimensione sperimentale di un'arte che aveva quasi raggiunto la soglia dell'astrazione e sceglie di tornare a un soggetto plasmato dalla luce. La questione letteraria prende una nuova svolta dagli anni '30, quando Matisse inizia a lavorare al libro illustrato di Poésies de Mallarmé, un'opera che nutrirà alcuni dipinti iconici di questo periodo come La Verdure (1935-1943, Nizza, Musée Matisse).
Nel 1947, Matisse riuscì con Jazz a intrecciare la forma plastica e la parola, riunendo gouaches découpées e testi scritti a mano. Questa dialettica del carattere espansivo del colore e del bianco e nero si ritrova nell'intimo dialogo tra gli Intérieurs de Vence e i disegni a pennello. Infine, le vetrate colorate e le ceramiche nella cappella di Vence alla fine della sua vita testimoniano ancora una migrazione ininterrotta dall'opera alla scrittura in quello che Matisse vedeva come un grande libro aperto nello spazio.
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Exposition : Julie Manet et ses cousines, la liberté de créer au féminin, Les Franciscaines, Deauville (Calvados), Normandie. Jusqu'au 11 mai 2025. Sur notre chaîne whatsapp ATELIER LCDARTE Free ART Press 🔵https://t.co/uNN5WvsL48
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